Benvenuti
L’Associazione veDrò dal 2005 promuove e organizza ogni anno, a fine agosto, presso la centrale Fies di Dro, in provincia di Trento, un evento che raccoglie circa 450 persone, tutte nate negli anni '60 e '70.
Vi partecipano i protagonisti più giovani della vita del Paese – professori universitari, imprenditori, scienziati, liberi professionisti, giovani impegnati a vario titolo nella politica, artisti, giornalisti, scrittori, registi, esponenti dell’associazionismo –, che si ritrovano senza alcuna gerarchia precostituita e secondo uno schema libero e aperto.
Oltre che per il taglio generazionale, la manifestazione si caratterizza per l'assoluta trasversalità (politica, culturale, professionale, religiosa...) dei partecipanti.
L’evento estivo.
veDrò si tiene ogni anno a fine agosto presso la centrale Fies di Dro.
Nell’arco di tre giorni, in sessioni plenarie e in gruppi di lavoro a porte chiuse, vengono affrontati e approfonditi temi ritenuti cruciali per lo sviluppo del paese.
L’evento è articolato su tre piani:
- Incontri in plenaria, ad introduzione e conclusione delle giornate di lavoro, nei quali si dà spazio all’analisi su quelle tendenze di fondo del nostro tempo che possono avere un impatto dirompente sui “futuri possibili”;
- Fasi di lavoro in working grouppiù ristretti, che mettono a fuoco i temi prescelti. Ciascun gruppo vede coinvolti un coordinatore interno, alcuni esperti (interni o esterni rispetto al network), circa 25-30 rappresentanti generazionali di veDrò;
- Momenti conviviali, che prevedono la presentazione e discussione di libri; concerti; la proiezione di filmati e videoclip; cene-degustazione; feste; luoghi adibiti allo svago con i giochi che hanno caratterizzato la nostra generazione (subbuteo, polistyl, ping pong, calcio balilla, flipper…).
L’Italia al futuro.
I partecipanti a veDrò intendono impostare una riflessione prospettica su argomenti di ampio respiro, slegati dalla contingenza del dibattito politico.
Il tentativo è quello di pensare l’Italia (e l’Europa) al futuro.
Il programma delle varie edizioni di veDrò è dunque orientato a individuare i fenomeni sociali, economici e politici più critici, sui quali si confrontano soggetti capaci di offrire contributi e testimonianze utili.
L’idea.
veDrò nasce dall’esigenza di una generazione di riflettere attorno al futuro dell’Italia; da una domanda di maggiore partecipazione e intervento nella vita del Paese; dall’idea che sia opportuno andare al di là dei tradizionali fori di studio e di approfondimento, puntando a creare – anche nella forma – una aggregazione nuova, caratterizzata da un luogo di riflessione destrutturato, interattivo e trasversale, più coerente rispetto alle esperienze e alle dinamiche contemporanee.
Gli obiettivi.
Nel dar vita a veDrò, il nucleo fondatore è partito da una considerazione di fondo: le principali realtà attorno alle quali si organizza la riflessione dei gruppi dirigenti del nostro Paese sono state concepite qualche decennio fa – tra gli anni Cinquanta e i primi anni Settanta del secolo scorso - dai quarantenni di allora.
Ora è tempo che la nostra generazione esca dalla logica del “buon manutentore” di quelle nobili eredità, per cimentarsi nel tentativo di crearne di nuove, più coerenti rispetto alle esperienze, al modo di ragionare e di vivere contemporanei.
La community.
L’idea si sviluppa seguendo la suggestione del fenomeno delle community: un gruppo di persone, una comunità, che intorno a un interesse e a passioni condivise organizza strutture di aggregazione e momenti di incontro.
Il totem: la centrale di Dro.
veDrò è una comunità che si raccoglie attorno a un totem, la centrale elettrica parzialmente dismessa e centro di produzioni delle arti contemporanee di Fies, a Dro, in provincia di Trento, riferimento simbolico della manifestazione.
Il nucleo fondatore.
L’idea di veDrò nasce nel 2005, promossa da una serie di personalità del mondo accademico, dell’impresa e delle istituzioni quali, tra gli altri, Enrico Letta, Annamaria Artoni, Max Bergami, Filippo Andreatta, Francesco Boccia, Giulio Napolitano, Luca Majocchi, Gian Luca Rana, Luisa Todini. Insieme a loro, ad animare fin dall’avvio il progetto, Giuseppe Busia, Francesco Delzio, Isabella Falautano, Marco Meloni, Riccardo Capecchi. Presidente dell’Associazione veDrò è, dal 2005, Benedetta Rizzo.
I partecipanti
Ogni anno partecipano a veDrò circa 450 persone e tra queste imprenditori come Luisa Todini, Todini Costruzioni, Paride De Masi, Italgest, Arturo Artom, Presidente di Netsystem, Luca Josi, Einstein Multimedia Group, Gianluca Rana, Pastificio Rana, Anna Maria Artoni, Artoni Trasporti.
Tra i molti politici presenti Enrico Letta, Angelino Alfano, Giulia Bongiorno, Maurizio Lupi, Maria Stella Gelmini, Paola Concia, Andrea Orlando, Francesco Boccia, Alessia Mosca, Federica Mogherini. E ancora Renata Polverini, Segretario generale dell’UGL, lo scrittore Antonio Scurati, l’astronauta Roberto Vittori, Lorenzo Bini Smaghi, Direttore della Banca Centrale europea, lo chef Filippo La Mantia, i manager Patrizia Ravaioli, Direttore generale della Croce Rossa Italiana, Marco Morganti, Amministratore delegato Banca Prossima (Banca Intesa), Antonio Campo Dall’Orto, Amministratore delegato di MTV, Angelo Papadimitrou, Presidente GSK, Monica Fabris, Presidente GPF.
Personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo come Enrico Bertolino, Andrea Pezzi, Massimo Ghini, Folco Terzani, il musicista Filippo Del Corno, Francesca Colombo, Responsabile produzioni internazionali del Teatro Alla Scala, il critico d’arte Luca Beatrice, gli architetti Luca Bombassei, Gianluca Peluffo.
Professori universitari come Filippo Andreatta, Giulio Napolitano, Alessandro Schiesaro, Carlo Ratti, Andrea Paci, Tommaso Frosini, Andrea Zoppini.
Giornalisti come Antonello Piroso, Giovanni Floris, Aldo Cazzullo, Gianluigi Paragone, Filippo Facci, Barbara Carfagna.
E poi molti italiani che lavorano all’estero, in particolare nelle organizzazioni internazionali, dirigenti, banchieri, rappresentanti del mondo cattolico e delle comunità ebraiche e musulmane, tutti accomunati dall’intento di andare al di là della politica e delle gerarchie ufficiali.