Tematiche:
Visti da fuori

Tag:
Bruxelles, giovani, Italia-Francia, La Sorbona, MPS, Parigi

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veDrò visti da fuori

1 marzo 2011 ore 9:30 - Palazzo Rondinini, Roma

L’Italia vista da altri paesi, con il filtro di occhi internazionali per uno sguardo di lungo periodo sul futuro. Dopo il working group italo-francese dell'estate 2010, veDrò ha inaugurato un nuovo filone di attività, Visti da fuori, che si articola in diverse iniziative:

a) Visti da Parigi, un incontro italo-francese nella Ville Lumiere ;sul tema della crescita volto ad elaborare le proposte presentate in occasione della conferenza pubblica "Visti da fuori - Dimmi come cresci e ti dirò che Italia sarai" ;(Palazzo Rondinini, Roma, 1o marzo 2011): un incontro in cui è stato presentato un rapporto sulla crescita in Italia curato dall’Università La Sorbona con l’ufficio studi MPS e le proposte di veDrò/Visti da Parigi. Sono intervenuti, tra gli altri, Jacques le Cacheux e Fabrizio Coricelli da Parigi, Daniel Gros da Bruxelles, Giuseppe Mussari e i vedroidi Franco Baronio, Monica Fabris, Oscar Giannino, Eric Jozsef, Enrico Letta, Myrta Merlino. Visti da Bruxelles: un appuntamento per il gruppo italo-francese questa volta nella città cuore delle istituzioni comunitarie per discutere su come Roma e Parigi vivono il loro rapporto con l’Ue e come partecipano al processo decisionale europeo, con l’obiettivo finale di individuare e proporre policy e ricette in vista di veDrò2011.

b) veDrò in collaborazione con ITalents (una nuova associazione al lavoro per la valorizzazione del capitale umano, affinché chi è fuori dall’Italia non si senta un talento esiliato e chi è dentro un talento sprecato) sta costruendo una rete dell’Italia diffusa, attraverso una piattaforma web che consenta ai talenti, ovunque si trovino, di interagire tra di loro, dialogare con le istituzioni italiane, far crescere nuovi progetti per il nostro Paese. Un working group di veDrò2011 ha messo alcuni talenti emigrati e le loro proposte a confronto con gli interlocutori nazionali (rappresentanti delle istituzioni e delle amministrazioni, università e mondo scientifico, esponenti del sistema bancario e imprenditoriale):

Visti da fuori, perché? 

Cherchez le Caos

Nei due giorni di lavoro del working group sui rapporti tra Italia, Francia ed Unione Europea formato da membri impegnati su fronti nazionali, transalpini e europei, si è in primo luogo inquadrato il caos europeo, con un focus particolare sul difficile contesto italiano, da un punto di vista economico, istituzionale e sociale. Il sogno europeo esiste e continua a vivere nonostante le crisi dei mercati finanziari. Soprattutto per le nuove generazioni che non riescono nemmeno ad immaginare un futuro senza l’Unione e l’euro. I temi del protezionismo sono superati dall’esigenza dei Paesi europei di confrontarsi con il problema della marginalizzazione dei singoli Stati europei all’interno del sistema mondiale. Ciononostante le tensioni non mancano perché, a livello sociale, l’Europa viene talvolta additata come responsabile di tutti i mali moderni e, a livello economico, non c’è una visione chiara delle strategie economiche e industriali di lungo periodo dell’Europa e dell’Italia e la globalizzazione con le sue sfide impone delle decisioni in tempi rapidi dopo una seria e lucida operazione verità su quelle che sono le reali ragioni della crisi. Tuttavia il nuovo rigore richiesto dalla crisi rappresenta un’occasione di cambiamento epocale, ma sono necessari degli interventi radicali diversi punti, sia a livello nazionale sia comunitario. A tutti questi tavoli è auspicabile la presenza sindacale per offrire un contributo prospettico e costruttivo.

Proposte politiche

A livello comunitario:

  • Fare, non subire l’Europa: Coordinamento unico e cabina di regia forte a livello nazionale alle dirette dipendenze del Presidente del Consiglio, per definire un posizione chiara dell’Italia nei confronti dell’UE;
  • ENA di Bruxelles: Creazione di una scuola europea di pubblica amministrazione per rinnovare dall’interno la classe dirigente pubblica.
  • Education europea: educazione civica europea (storia e istituzioni), come materia obbligatoria e esame comune nelle scuole medie e superiori dell’UE, in vista di un possibile futura elezione di alcuni rappresentanti non in quota ai Paesi per ristabilire un maggiore contatto fa cittadini e Unione;
  • Una sola difesa per l’Europa:definizione di alcuni settori strategici per la politica industriale dell’UE, a partire da un mercato pubblico unico della difesa;
  • Proposta congiunta franco-italiana su riforma della regolamentazione bancaria (eg. una Glass-Steagall in salsa europea ), sulla base di quella francese, e armonizzazione delle normative contabili;
  • Rafforzamento del Fondo di investimento strategico europeo come misura anticrisi + rilancio della crescita attraverso diversi strumenti (eg: facendo confluire asset dei Paesi in difficoltà che altrimenti sarebbero svenduti fuori dall’Europa in cambio di finanziamento agli Stati stessi - Perché svendere i gioielli di famiglia fuori dall’Unione quando possiamo comprarli all’interno?; Eurobond; etc);
  • UE rating: creazione di una agenzia di rating comunitaria

A livello nazionale:

  • Fare, non subire l’Europa: Coordinamento unico e cabina di regia forte a livello nazionale alle dirette dipendenze del Presidente del Consiglio, per definire un posizione chiara dell’Italia nei confronti dell’UE;
  • Uniti per fare cosa?: individuare un comitato tecnico per la definizione del piano strategico industriale in chiave europea, da portare poi all’attenzione delle Camere;
  • It’s the demography, stupid: Prendendo spunto dall’esperienza francese, avviare una nuova politica demografica perché sul lungo periodo il Paese ringiovanisca e il rapporto fra lavoratori e pensionati diventi più equilibrato.